libri · Recensioni

#21 Recensione

Buon mercoledì, lettori 😄

Eccomi qui con una nuovissima recensione di un libro delicato, per noi donnine^^

Ringrazio Dea Planeta, per la copia 😊

 

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Titolo: La donna che non invecchiava più

Autore: Grégoire Delacourt

Prezzo: 15,00€

Genere: Narrativa contemporanea

 

Trama:

Ci sono quelle che non invecchiano mai perché se ne sono andate troppo presto. Ci sono quelle che invecchiano senza patemi, perché sono troppo impegnate a godersi la vita. Ci sono quelle disposte a tutto pur di apparire più belle, più magre, più sexy, pur di negare l’ineluttabile e restare aggrappate a ciò che il tempo si ostina a volerci strappare. E poi c’è Betty. Betty che, misteriosamente, smette di invecchiare appena compiuti i trent’anni – la stessa età della madre al tempo della sua tragica e prematura scomparsa. Sul volto di Betty gli anni scorrono innocui e trasparenti come acqua. Sarà forse lo sguardo intenso e innamorato di suo marito a tenere lontane le rughe? A scongiurare gli effetti dei giorni che inesorabili scivolano tra le dita? Man mano che la sua anomalia si fa più evidente, la vita un tempo tranquilla di Betty comincia a vacillare. Perché un volto senza età è un volto senza storia, senza ricordi, senza passioni. Uno specchio vuoto in cui, presto o tardi, gli altri cessano di riconoscersi.

 

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Cosa ne penso^^..

Grégoire Delacourt autore francese, è famoso per i suoi tanti racconti, ma soprattutto per il libro “Le cose che non ho” . La donna che non invecchiava più, è il primo libro che leggo di questo autore e, ne sono rimasta particolarmente colpita.

La scrittura non presenta dialoghi, ma definiamola una sorta di monologo/diario, dove Betty ci rende partecipi della sua vita; dal suo primo anno di nascita fino ai famigerati trent’anni. Si legge tutto d’un fiato perché i capitoli sono abbastanza brevi, intensi, coinvolgenti, ma soprattutto molto, molto riflessivi. Sappiamo tutte che invecchiare ci fa paura, vedere il nostro corpo che, seppur lentamente, inizia a cambiare: appaiono le prime rughe, la pelle inizia a cedere, ci affatichiamo un po’ di più.. Ma Betty tutto questo non può viverlo giorno per giorno, perché la sua anomalia non glielo permette: Betty ha

trent’anni ha smesso di invecchiare, ed ogni anno scatta una foto per vedesi, alla fine, sempre la stessa, senza nessun cambiamento neanche quando raggiunge i cinquant’anni. E possiamo renderci conto, con quanta delicatezza, questo autore si sia impegnato a descrivere la paura più grande di ogni donna. Di quanto sia stato in grado di plasmare sulla protagonista l’immortalità e, farci rendere conto che non invecchiare mai, può farci sentire sole, perché prima o poi, anche chi ci sta più a cuore, può non riuscire ad accettare il fatto di avere accanto qualcuno che non conosce l’esistenza dei dolori alle mani, i capelli che con gli anni diventano bianchi e soffici come la neve.

Ho letto da qualche parte che non ci vediamo invecchiare. Attribuiamo le prime rughe all’iperattività dei muscoli – del resto le chiamano rughe d’espressione, che è molto meno angosciante – , e abbassiamo la guardia, non ci accorgiamo dei segni del tempo che iniziano ad affiorare sul viso, subdolamente, le rughe orizzontali, verticali e laterali, all’altezza dell’orbita degli occhi, il cui colore è tuttavia così attraente, le zampe di gallina – raggi di sole, niente di che.

Compriamo allora uno specchio ingranditore e vacilliamo un po’, perché questo non c’era la settimana scorsa: ci accorgiamo che la pelle e il muscolo dell’occhio si sono rilassati, che la palpebra superiore, che adoravamo truccare di grigio, bronzo, polvere d’oro nelle sere di festa, si è appesantita, che altera ormai la profondità dello sguardo e il suo fascino – , ci togliamogli occhiali da presbite, ci avviciniamo ancora un po’ allo spaventoso specchio per scoprire, all’altezza della palpebra inferiore – con un’improvvisa voglia di piangere, di gridare, di spaccare tutto, perfino di morire – che il grasso che prima si trovava all’altezza dell’orbita ora è scivolato giù formando, in  questa mattina di terrore, delle borse sotto gli occhi, borse piene di lacrime per piangere sul tempo passato, sulla battaglia ormai persa, sulla sfumata eternità.

Ma Betty ha cercato di fare di tutto ciò un punto di forza, cercando di non abbattersi e non buttare per aria la sua vita. Ha avuto anche la forza di volontà di ricominciare da zero, quando il mondo le ha voltato le spalle. Ha avuto il coraggio di accettare l’anomalia che l’allontanava sempre più, da tutto. Ma c’è un altro aspetto parallelo a Betty: Odette. Un’amica che invece deve fare i conti con la chirurgia plastica per non farsi scappare il fidanzato, perché non la guarda più, quando il suo corpo inizia a cedere. Ed è, purtroppo, una triste realtà attuale cambiare il nostro viso ed il corpo per la paura di non riconoscerci più, quando una mattina ci alzeremo dal nostro letto, un po’ più anziane.

Due mondi sulla stessa lunghezza d’onda che ci mettono a confronto ciò che vorremmo essere, e ciò che non riusciamo ad accettare.

Betty vorrebbe quelle rughe dell’amica, Betty vorrebbe essere normale per stare con l’amore della sua vita, quell’amore che l’anomalia è riuscita a dividere il cuore di entrambi, a metà.

L’autore è riuscito a farmi rendere conto che non c’è niente di più bello al mondo che invecchiare accanto a chi si ama, che prima o poi cambieremo, nonostante la paura, perché sì, cavolo, invecchiare terrorizza anche me. Mi terrorizza vedere il mio aspetto che ogni giorno non sarà mai più lo stesso, ma sarò sempre io, sempre me stessa senza ritocchi per piacere agli altri, senza nulla che possa distruggere la mia vera me!

La vita è una sola, triste, allegra, sicuramente non sarà mai perfetta, ma forse dovremmo solo cercare di capire che accettarci per ciò che siamo, è il primo passo per affrontare le rughe, i capelli bianchi che vorremmo strapparceli tutti uno ad uno e, tutto il resto che, tra vent’anni ci ritroveremo davanti allo specchio: la stessa persona, ma con l’amore della nostra vita accanto, più saggia e consapevole che il mondo è cambiato con noi, anche se poi,non ci riconosceremo più con quelle rughe fastidiose che incorniciano il nostro, affaticato viso.

La donna che non invecchiava più lo consiglio a tutte noi donne, perché abbiamo bisogno di comprendere, almeno un po’, ciò che l’autore ha trasmesso tramite la protagonista.Immergetevi nella storia di Betty e affrontate insieme la sua “anomalia” per comprendere fino in fondo che invecchiare non è altro che un’altra NOI, più belle e vere!

Assegno:

                                                                         🌟🌟🌟🌟

Quattro, perché avrei preferito un po’ più di dialoghi, ma posso anche passarci sopra perché questo libro merita di essere apprezzato e letto^^

 

Voi conoscevate questo libro?

Fatemi sapere cosa ne pensate^^

Buona giornata librosa e al prossimo post 😄🌸✨😊📚💜

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